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LA DISPRASSIA

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Inclusa nel DSM IV come sindrome riferita allo scoordinamento grosso e fino motorio, la disprassia comporta disordini qualitativi, parzialmente pervasivi, che interessano la motricità, il linguaggio, il pensiero, la percezione, l’organizzazione spazio – temporale, l’apprendimento e l’esercizio della strumentalità scolastica: lettura, scrittura e calcolo. Un disordine funzionale qualitativo nella esecuzione coordinata di azioni volontarie, nel tempo e nello spazio, in assenza di impedimenti organici o di deficit sensoriali, sempre accompagnato da lentezza, difficoltà negli automatismi motori rapidi, scarsa integrazione sensoriale e grafo-motoria. Per questi motivi la persona disprassica, caratterizzata da attenzione labile e stancabilità, manifesta spesso un’alterata disponibilità agli apprendimenti scolastici. Prepotentemente studiata dagli specialisti del Centro Studi Itard, in particolare dal suo Direttore Scientifico, prof. Piero Crispiani (UNIMC), la disprassia da oggi conquista un nuovo spazio web, in cui saranno riportati gli attuali sviluppi scientifici internazionali.